
Nato a Morciano di Romagna in provincia di Rimini il 23 giugno 1926 e scomparso a Milano nel 2025, Arnaldo Pomodoro ha rivoluzionato il mondo dell’arte rompendo la perfezione delle forme geometriche
Arnaldo Pomodoro è uno degli artisti più conosciuti nel mondo della scultura contemporanea grazie a diverse sue opere che hanno rivoluzionato il modo di intendere le forme geometriche. Nato a Morciano di Romagna (RN) il 23 giugno 1926 e scomparso a Milano il 22 giugno 2025, deve la sua fama a diverse opere tra cui spiccano le sue iconiche sfere bronzee. Queste strutture perfette vengono squarciate dall’artista per rivelare un interno tormentato di ingranaggi e fitti labirinti metallici, metafora delle fragilità dell’uomo moderno.
La vita
Arnaldo Pomodoro nasce a Morciano di Romagna il 23 giugno 1926 e trascorre l’infanzia nel Montefeltro prima di trasferirsi a Rimini, dove affronta gli studi tecnici diplomandosi come geometra. Nel dopoguerra inizia a lavorare per il Genio Civile di Pesaro, occupandosi della ricostruzione di edifici pubblici. Questa prima formazione tecnica inciderà profondamente sul suo rigore geometrico e architettonico.
La svolta artistica avviene nei primi anni Cinquanta, quando si avvicina alla scultura e all’oreficeria, sperimentando una personalissima forma di “scrittura” impressa nei bassorilievi. Nel 1954 si trasferisce a Milano, dove entra in contatto con l’avanguardia di Lucio Fontana e dei maggiori critici del tempo. Da lì inizia una carriera ricca di successi che lo porterà a esporre nei principali musei del pianeta e a insegnare nelle più prestigiose università americane. Si è spento nella sua casa milanese il 22 giugno 2025.
Le opere di Arnaldo Pomodoro in Romagna
In Romagna si possono ammirare diverse opere dell’artista. A Rimini svetta la Grande Prua (1995), imponente scultura bronzea situata all’ingresso del Cimitero Monumentale e concepita come vibrante omaggio al regista Federico Fellini. Nella sua Morciano di Romagna, in Piazza Umberto Boccioni, si trova Colpo d’ala, dedicata al pittore futurista e collocata al centro di una vasca a specchio d’acqua.
L’arte dialoga con la natura a Santa Sofia, dove il Cono Tronco è installato all’aperto nel Parco di Sculture del fiume Bidente. Impossibile non ricordare poi Cesena, che nel 1995 celebrò il maestro con una storica mostra antologica alla Rocca Malatestiana, ha esposto per un lungo periodo una delle sue iconiche sfere nella centralissima Piazza Almerici, a testimonianza di un legame artistico mai interrotto.
Spostandosi di poco oltre il confine romagnolo, Pesaro ospita la celebre Sfera Grande in Piazzale della Libertà, simbolo del legame dell’artista con il territorio.










