Esterni di Villa Saffi di sera
Esterni di Villa Saffi di sera (foto di Luca Massari)

La cucina romagnola, ricca di tradizioni e storie, si intreccia con la letteratura e la vita quotidiana di illustri figure storiche, come quella di Aurelio Saffi e della sua famiglia

Nel volume La cucina degli scrittori. Letteratura e cibo in Emilia-Romagna, Margherita Spinazzola esplora il legame tra cucina e letteratura, offrendo uno spunto interessante sulla tradizione culinaria di Villa Saffi a Forlì.

Nel 1988, la villa che fu residenza di Aurelio Saffi e della sua famiglia divenne di proprietà del Comune di Forlì. Durante il suo soggiorno, furono ritrovate circa 60 ricette, molte delle quali risalenti agli anni ’60 e ’70. Tra queste, spiccano piatti tipici della cucina dell’epoca, come risotti e polpettoni, ma anche ricette più esotiche per il tempo, come la Sachertorte e piatti inglesi come lo Shepherd’s Pie. La maggior parte delle ricette rinvenute è attribuita alla contessa Adele Vitale Saffi, seconda moglie di Aurelio Enrico, che conservava la tradizione culinaria in modo sobrio e tradizionale.

Tuttavia, il legame tra la famiglia Saffi e la cucina non si limita a queste ricette. Come raccontato dalla memoria della cuoca Anna Amadori Lotti, le abitudini alimentari della villa riflettevano una cucina varia ma sobria, che si intrecciava con la vita politica e sociale della famiglia. Inoltre, l’archivio conservato presso la Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna offre un interessante spunto sulla storia delle ricette e sulla memoria storica di quella tradizione gastronomica.