Nel cuore di Cervia, a pochi passi dai Magazzini del Sale, il Borgo dei Salinari racconta una pagina affascinante della storia locale, con le sue case storiche nate per ospitare i lavoratori delle saline
Nel centro di Cervia, il Borgo Saffi racconta una storia affascinante, fatta di fatica, diritti sociali e architettura condivisa. La sua costruzione, avviata nel Settecento, vide protagonisti proprio i salinari, che contribuirono attivamente alla realizzazione delle abitazioni. In cambio del loro lavoro, ottennero un privilegio unico: il diritto all’alloggio gratuito, trasmissibile di padre in figlio. Questo beneficio sociale rimase valido fino al 1953, anno in cui il Monopolio di Stato lo abolì definitivamente.
Il progetto iniziale prevedeva una città a pianta quadrata, senza spazi vuoti tra le case. Tuttavia, dopo aver realizzato il primo lato del quadrilatero, si optò per una modifica funzionale: la creazione di cortili interni, trasformando la pianta in un rettangolo di 270 x 170 metri. Le abitazioni, in totale 48, erano composte da otto stanze ciascuna e ospitavano generalmente quattro famiglie. L’aspetto esterno della città era imponente, simile a una fortezza: nessuna porta sui muri perimetrali, solo finestre protette da robuste inferriate.
Nonostante l’imponente progetto, al termine dei lavori molte famiglie non avevano ancora un alloggio. Per rispondere a questa necessità, nel 1790 nacque il Borgo dei Salinari, oggi noto come Borgo Saffi. Disposto lungo una strada, comprendeva otto case con cortili e servizi, per un totale di 48 alloggi.
Tre figure illustri contribuirono alla realizzazione del Borgo: il celebre architetto Cosimo Morelli, noto anche per il Palazzo Braschi di Roma; Francesco Navone, progettista del complesso; e Antonio Farini, assistente ai lavori e tecnico esperto di opere civili a Cervia.











