Gli effetti sul manto stradale a Rimini durante l'alluvione del novembre 1966
Gli effetti sul manto stradale a Rimini durante l'alluvione del novembre 1966 (Archivio Davide Minghini, Biblioteca civica Gambalunga - Rimini)

Quattro secoli di alluvioni, frane e mareggiate in Emilia-Romagna in mostra a Bologna attraverso un viaggio nella memoria climatica che tocca da vicino la Romagna

La storia della Romagna è, da sempre, una storia di convivenza stretta e complessa con le forze della natura. Chi abita queste terre conosce bene il significato di parole come alluvione, frana o mareggiata. Per questo, anche se l’appuntamento si tiene a Bologna, la nuova mostra documentaria “L’acqua e la terra: alluvioni, frane e mareggiate in Emilia-Romagna (secc. XVII-XXI). Un percorso per immagini fra memoria e resilienza” parla direttamente al cuore del nostro territorio.

L’esposizione, allestita all’Opificio delle Acque e curata dall’Università di Bologna nell’ambito del progetto MEMOREC, si è recentemente conclusa dopo essere rimasta aperta al pubblico dal 16 al 18 giugno 2026. L’evento ha ripercorso oltre quattrocento anni di sfide ambientali nella nostra regione, accendendo i riflettori su eventi che hanno segnato profondamente la memoria storica romagnola. Parallelamente, il progetto ha realizzato una banca dati ad accesso libero che integra dati demografici, climatici e ambientali relativi all’Emilia-Romagna che tutti possono consultare.

Nel percorso espositivo spiccavano frammenti dolorosi del nostro passato: dalle immagini in bianco e nero della frana di Sarsina del 1939, dove intere case scivolarono a valle insieme alle strade, fino ai danni delle mareggiate durante l’alluvione del novembre 1966 sul litorale di Rimini quando la furia dell’Adriatico arrivò a distruggere i marciapiedi e i piani stradali .

Il legame con il presente è diventato ancora più tangibile con le fotografie della biblioteca di Sant’Agata sul Santerno, ferita dall’alluvione del maggio 2023. Uno scatto, questo, che ricorda a tutti quanto la fragilità idrogeologica sia un tema attuale.

La mostra non vuole però essere un elenco di disastri, ma piuttosto mettere in luce le grandi opere di bonifica, gli impianti idrovori e le casse di espansione che nel Novecento hanno permesso alle comunità locali di resistere e ripartire. Ricordare questi eventi non serve a spaventare, ma a capire come proteggere meglio le nostre città di fronte ai cambiamenti climatici di oggi.