La Battaglia di Ravenna del 1512 fu uno scontro decisivo delle Guerre d’Italia, celebre per l’uso massiccio dell’artiglieria e per la morte di Gastone de Foix
La Battaglia di Ravenna, combattuta l’11 aprile 1512, è ricordata come uno degli scontri più sanguinosi e decisivi delle Guerre d’Italia, un conflitto che vide la penisola trasformarsi nel grande campo di battaglia d’Europa. Qui, tra fango, fumo e ferro, nacque un nuovo modo di combattere, dominato dall’artiglieria.
Il contesto è quello della Lega Santa, voluta da Papa Giulio II per fermare l’espansione francese. Da un lato l’esercito francese, guidato dal giovane e carismatico Gastone de Foix, duca di Nemours, forte di circa 23.000 uomini e 54 cannoni, affiancato dai Lanzichenecchi e dalle truppe del Ducato di Ferrara. Dall’altro, le forze ispano-pontificie della Lega Santa, circa 16.000 soldati sotto il comando di Ramón de Cardona.
La battaglia si svolse lungo il fiume Ronco, dopo l’assedio francese alla città di Ravenna. Fu l’artiglieria a segnare il destino dello scontro: un duello devastante che in poche ore falciò migliaia di uomini. Decisiva fu la mossa di Alfonso d’Este, che spostò i cannoni sul fianco nemico, trasformando il campo in un inferno di fuoco e schegge.
La vittoria arrise ai Francesi, ma fu una vittoria amara. Gastone de Foix cadde durante l’inseguimento dei nemici in fuga, lasciando l’esercito senza il suo genio militare. La Battaglia di Ravenna dimostrò che la guerra stava cambiando per sempre, e che il prezzo del progresso bellico era scritto nel sangue.











