Il Museo del Paesaggio dell’Appennino Faentino, ospitato nella suggestiva Rocca di Riolo a Riolo Terme, offre un viaggio multisensoriale alla scoperta della storia e del territorio della Valle del Senio
La Rocca di Riolo, maestosa fortificazione trecentesca che domina la Valle del Senio, accoglie oggi il Museo del Paesaggio dell’Appennino Faentino, uno spazio espositivo che racconta, conserva e valorizza le radici storiche e naturali di questo angolo della Romagna. Un percorso espositivo su più livelli, perfettamente integrato con l’architettura originaria della rocca, accompagna i visitatori in un viaggio affascinante tra passato e presente.
Installazioni immersive e ricostruzioni
Il museo si distingue per un allestimento coinvolgente e suggestivo: plastici, installazioni visive e sonore trasformano ogni ambiente in un’esperienza emozionale. Le stanze raccontano le funzioni difensive dell’edificio, gli usi quotidiani nel Medioevo e le trasformazioni del territorio circostante nel corso dei secoli.
Uno degli spazi più affascinanti è sicuramente quello delle casematte, dove prende vita un itinerario dedicato alle tecniche di difesa e offesa medievali. Qui, modellini di macchine da guerra, armi e armature rievocano gli assedi e le battaglie che un tempo animavano queste mura.
Archeologia e natura: un tuffo nel passato
Al secondo piano del mastio si trova la sezione archeologica, con reperti che abbracciano un ampio arco temporale, dalla protostoria fino all’epoca medievale. Ogni oggetto in mostra testimonia l’importanza strategica e culturale della Valle del Senio, con particolare attenzione alla Vena del Gesso Romagnola e alla Grotta di Re Tiberio, due meraviglie naturali intimamente legate alla storia locale.
Al primo piano, invece, plastici e supporti audiovisivi illustrano le tecniche costruttive della rocca, svelando i segreti delle architetture difensive medievali e il ruolo cruciale che esse ricoprivano nella gestione del territorio.
La leggenda di Caterina Sforza
Chiude il percorso la suggestiva sala del Pozzo, dove un’ambientazione sonora e alcuni oggetti simbolici riportano in vita la figura di Caterina Sforza, coraggiosa signora di Imola e Forlì, che ha segnato con il suo carisma la storia della Romagna.











