Il budino di squacquerone è un dolce tipico delle campagne intorno a Faenza che si proponeva soprattutto nel periodo di Pasqua
Il budino di squacquerone è un dolce tradizionale della campagna faentina, descritto nel libro Lo squacquerone di Romagna di Graziano Pozzetto, edito da Panozzo Editore nel 2006. Originariamente preparato per le festività pasquali, questo dessert racconta l’autenticità dei sapori di una volta.
Per prepararlo, bisogna prima ammorbidire il “pane buffetto”, una varietà di pane toscano, in un po’ di latte caldo con sale grosso (o meglio ancora il sale dolce di Cervia). Dopo aver fatto assorbire bene il latte al pane, si unisce in una terrina lo squacquerone sgrondato dal siero, i tuorli delle uova, lo zucchero, le mandorle tritate e la scorza grattugiata di un’arancia non trattata. Il composto deve essere mescolato fino a diventare omogeneo. Successivamente, si aggiungono le chiare d’uovo montate a neve e si amalgama il tutto con delicatezza.
Il budino viene poi versato in una teglia imburrata e cosparsa di pangrattato, pronta per essere cotta in forno. Un tempo, la cottura avveniva nel forno del pane o nella stufa a legna, dove il dolce cuoceva lentamente, creando una crosticina dorata e un cuore morbido.
Un’altra versione molto amata è il budino alle mandorle e squacquerone di Romagna DOP.











