La dea Hel accompagnata dal segugio infernale Garmr in una xilografia di Johannes Gehrts
La dea Hel accompagnata dal segugio infernale Garmr in una xilografia di Johannes Gehrts, 1889 (it.wikipedia.org)

Il cane della Filanda Vecchia è lo un fantasma che terrorizza le notti di Faenza: ecco la leggenda dell’enorme mastino dagli occhi di brace

A Faenza si tramanda una storia parecchio inquietante che continua da secoli a far rabbrividire appena la si ascolta. Teatro di questi brividi è il quartiere della “Filanda Vecchia”, un’area che si estende dalle retrovie della stazione ferroviaria fino a Via della Marozza e alla zona dell’Orto Bertoni. Qui, nelle notti in cui la luna illumina chiaramente il cielo, l’oscurità viene squarciata da un ululato cupo e prolungato, seguito da un’eco che fa raggelare il sangue.

Le testimonianze si concentrano tutte nella fascia oraria più profonda della notte, tra le 2 e le 5 del mattino. Chi si è trovato a rincasare tardi descrive una creatura spaventosa, uno spettro con le sembianze di un cane dalle dimensioni imponenti, simile a un pony, con un pelo grigio e arruffato. L’animale fluttua avvolto in una fitta coltre di nebbia, ma a terrorizzare sono i suoi occhi, che brillano come braci ardenti nel buio. Molti giurano di essere stati fissati a distanza dal mastino prima che svanisse nel nulla, mentre i racconti più estremi parlano di veri e propri inseguimenti ravvicinati fino al portone di casa.

Questa sinistra figura evoca inevitabilmente il mito norreno di Garmr e quello di Cerbero (il cane di Ade). Che si tratti di un guardiano d’oltretomba nascosto tra i vicoli di Faenza o del presagio di una sventura, una cosa è certa: l’inquietante creatura della Filanda Vecchia continua a popolare l’immaginario locale, spingendo chiunque si trovi da quelle parti a passo svelto verso casa.