
Il cane della Filanda Vecchia è lo un fantasma che terrorizza le notti di Faenza: ecco la leggenda dell’enorme mastino dagli occhi di brace
A Faenza si tramanda una storia parecchio inquietante che continua da secoli a far rabbrividire appena la si ascolta. Teatro di questi brividi è il quartiere della “Filanda Vecchia”, un’area che si estende dalle retrovie della stazione ferroviaria fino a Via della Marozza e alla zona dell’Orto Bertoni. Qui, nelle notti in cui la luna illumina chiaramente il cielo, l’oscurità viene squarciata da un ululato cupo e prolungato, seguito da un’eco che fa raggelare il sangue.
Le testimonianze si concentrano tutte nella fascia oraria più profonda della notte, tra le 2 e le 5 del mattino. Chi si è trovato a rincasare tardi descrive una creatura spaventosa, uno spettro con le sembianze di un cane dalle dimensioni imponenti, simile a un pony, con un pelo grigio e arruffato. L’animale fluttua avvolto in una fitta coltre di nebbia, ma a terrorizzare sono i suoi occhi, che brillano come braci ardenti nel buio. Molti giurano di essere stati fissati a distanza dal mastino prima che svanisse nel nulla, mentre i racconti più estremi parlano di veri e propri inseguimenti ravvicinati fino al portone di casa.
Questa sinistra figura evoca inevitabilmente il mito norreno di Garmr e quello di Cerbero (il cane di Ade). Che si tratti di un guardiano d’oltretomba nascosto tra i vicoli di Faenza o del presagio di una sventura, una cosa è certa: l’inquietante creatura della Filanda Vecchia continua a popolare l’immaginario locale, spingendo chiunque si trovi da quelle parti a passo svelto verso casa.










