Vi è mai capitato un Mazapégul in casa?

Negli antichi racconti di Romagna fa sempre capolino qualche fatto o narrazione su questo folletto dipettoso.

Ritratto come un incrocio fra un omuncolo e uno scimmiotto indossa un caratteristico berretto rosso. Ha origine nel paganesimo, in particolare nelle religioni delle popolazioni celtiche, che dominarono questi territori prima dei romani.

Non sempre ospite gradito,  fa dispetti e usa poteri magici per provocare brutti sogni e far sparire oggetti.

Nelle campagne, poi, era solito disturbare anche gli animali nella stalla. La paura di questa creatura spingeva il contadino a chiamare un sacerdote o un esorcista per liberarsene. Uno dei segni della sua presenza  era il berretto rosso lasciato sul pozzo.

Ma la sua passione sono  le belle fanciulle! si dice che ami perseguitare le donne di cui si invaghisce .

Se la ragazza in questione è gentile, il folletto le procurerà buona fortuna; in caso contrario, le farà ogni sorta di dispetto.

Nel caso la presenza dello spiritello diventi insopportabile, esistono delle contromisure per difendersi. Il metodo più diretto è togliergli il berretto rosso, senza il quale perde tutti i suoi poteri. Vi sono poi rimedi casalinghi come il forcone sotto al letto e la scopa davanti alla porta. Si dice altresì che nutra avversione per l’acqua. Un altro rimedio per allontanarlo è quello di procurarsi sette braccia di corda utilizzata per tenere al giogo i bovini, facendo un cappio all’estremità. Dopo averla tenuta all’aperto per tre giorni e tre notti, è necessario legarla ai piedi del letto e salirci sopra scalzi, per poi recitare una formula rituale. Uno stratagemma efficace per le fanciulle farsi vedere mentre mangiano del pane fingendo di spidocchiarsi, cosa che disgusta il Mazapégul, poiché considererà la sua vittima una persona poco pulita.