IL ROMAGNOLO 255

Storie e vicende della nostra splendida terra

Il Romagnolo n° 255 regala ai lettori un dolce viaggio nel tempo che parte dalla Ravenna di un tempo, in piazza Baracca… i ricordi: Eugenio Moroni, il cinema Moderno e altri edifici scomparsi della zona.

In una città come Ravenna di antichissime origini, percorrendo una breve strada o svoltando un angolo si possono trovare muri e costruzioni di epoche lontane, ripercorrere la loro storia e le loro trasformazioni nei secoli… scopriamone alcune.

Grande verve satirica e un tratto ben riconoscibile: sono le caratteristiche dei vignettisti più conosciuti, quelli che hanno accompagnato la storia del nostro Paese nel tempo. Anche Ravenna ha potuto vantare un suo acuto testimone con carta e inchiostro: Urbano Ravaioli.

I Mimi della Lirica celebrano i 40 anni dalla fondazione: ripercorriamone la storia.

L’antichissima chiesa di S. Maria di Runzi, menzionata nei documenti a partire dal 1071 sorgeva in quella parte del territorio a settentrione di Lugo, anche detta «i Prati», ai margini della centuriazione romana superstite: leggiamo insieme le vicende di un antico luogo di culto.

Cotignola ha la Medaglia d’Argento Giovanni Vassura (detto Giannetto) pilota di un bombardiere Caproni CA.3, caduto a Rua di Feletto (TV) il 27 ottobre 1918, scopriamo di più sulla sua vita e sulla sua grande personalità.

Intraprendiamo poi un viaggio nella vita irrequieta dell’artista futurista romagnolo Umberto Boccioni. Nato da una famiglia di Morciano, abitò anche a Ravenna ,

Nell’ottobre del 1944 venne nominato il primo sindaco di Cesena del dopoguerra: era Sigfrido Sozzi, fratello del noto Gastone, antifascista ucciso in carcere a Perugia nel 1928… ripercorriamo la sua vita tra politica e ricerca storica.

La passione per il teatro, negli abitanti di Bertinoro, ha radici antiche: curioso? Leggi l’articolo completo nel n° 255 de Il Romagnolo!

Una grande sorpresa è emersa dal terreno a Rimini, nel 1948, nei pressi dell’Arco di Augusto: da uno scavo di via Fratelli Bandiera, a circa un metro di profondità sotto il pavimento di un locale, spuntò un magnifico mosaico policromo, di epoca romana… qualche curiosità sull’opera ti aspetta.

Tutti ricordano l’inquietante colonna sonora di “Profondo Rosso”, il famoso film di Dario Argento, e l’espressivo volto della folle madre, ultima apparizione cinematografica di Clara Calamai, la diva che al ritiro dalle scene decise di stabilirsi a Rimini.

Parliamo poi di uno storico sodalizio, ancora attivo nel nome della cultura: l’Accademia degli Incamminati di Modigliana.

Il nostro appuntamento con l’arte è dedicata ad un artista da riscoprire: Francesco Lo Presti.

Spostiamoci ora in cucina dove prepareremo insieme un raviolo del plin, ripieno di bollito, burro, salvia, fondo d’arrosto e tartufo nero scorzone.