La Battaglia dei Tre Fiumi fu lo scontro decisivo dell’aprile 1945 che portò allo sfondamento della Linea Gotica e alla liberazione della Romagna
La Battaglia dei Tre Fiumi, nota anche come Battaglia del Senio, rappresentò l’offensiva finale e decisiva della Campagna d’Italia durante la Seconda Guerra Mondiale. Inserita nell’operazione alleata “Grapeshot”, segnò lo sfondamento definitivo della Linea Gotica, l’ultima grande barriera difensiva nazifascista prima della Pianura Padana.
Per mesi, tra l’autunno del 1944 e la primavera del 1945, il fronte rimase inchiodato lungo il fiume Senio. I tedeschi avevano trasformato gli argini in una fortezza: bunker mimetizzati, campi minati, nidi di mitragliatrici. Anche i fiumi Santerno e Sillaro diventavano ostacoli naturali in un paesaggio martoriato da bombardamenti e piogge incessanti.
Il 9 aprile 1945 l’equilibrio si spezzò con un bombardamento aereo e di artiglieria senza precedenti aprì la strada all’attacco terrestre dell’Ottava Armata britannica e della Quinta Armata americana, affiancate da reparti polacchi e dai Gruppi di Combattimento italiani “Cremona” e “Friuli”. I carri armati lanciafiamme Crocodile avanzarono sugli argini del Senio, travolgendo in poche ore le difese tedesche.
Dopo il superamento dei tre fiumi, la resistenza nazifascista crollò rapidamente. Iniziò così una liberazione veloce e inarrestabile: Alfonsine, Lugo, Massa Lombarda, fino all’ingresso a Bologna il 21 aprile. La Battaglia dei Tre Fiumi non fu solo una vittoria militare, ma l’inizio concreto della fine dell’occupazione nazifascista e il preludio alla Liberazione del 25 aprile.











