La copertina del Vangelo secondo Ravenna - Itaca Edizioni

Nel 1984 veniva conferita al giornalista francese di «Le Figaro» André Frossard la cittadinanza onoraria di Ravenna, grazie alla pubblicazione dell’opera «L’Evangile selon Ravenne».

Il racconto contemplativo che fa l’autore della città bizantina è ispirato ai mosaici paleocristiani che lo stesso Frossard, classe 1915, visitò dopo essersi convertito al cattolicesimo nel 1935.

Figlio del primo segretario del Partito Comunista Francese e di una protestante di origine ebraica ma fondamentalmente atea, resta abbagliato dalla luce dei mosaici, tanto da affermare: «Se il vostro destino eterno vi interessa, andata a Ravenna: esso sta scritto sui suoi muri».

Quando Papa Giovanni Paolo II inaugurava il suo pontificato nell’ottobre del 1978 incontrò André Frossard, di cui divenne amico intimo.

Nei suoi scritti il giornalista pose in luce il primato di Cristo, nella vita e nel mondo, la sua presenza viva e operosa nell’esistenza umana, fino alla morte, avvenuta nel febbraio 1995.

Nel libro dedicato a Ravenna ci propone un’originale visione del Vangelo (e dell’Antico Testamento), che riconcilia il cielo e la terra e li fa coesistere in una gioiosa e dolce armonia.

Una delle frasi memorabili che apre l’opera dedicata alla capitale dei mosaici resta «L’arte è a Firenze, il sogno a Venezia, la gloria a Roma. Nel suo incavo di terracotta, l’acqua pura della contemplazione è a Ravenna».