Il villaggio minerario di Formignano è un pezzo di storia industriale tra le colline di Cesena
Le colline intorno a Cesena non nascondono solo vigne e splendidi paesaggi, ma anche i resti di un passato industriale unico e quasi del tutto dimenticato. A circa 12 km dal centro cesenate sorge il borgo minerario di Formignano, un piccolo nucleo che per più di un secolo è stato il fulcro dell’estrazione dello zolfo nella zona. Sebbene le origini delle miniere siano antichissime, il vero boom arrivò a metà dell’Ottocento, per poi spegnersi definitivamente nel 1962 con la chiusura delle attività e il conseguente spopolamento dell’area.
Oggi quel che resta del villaggio minerario è una testimonianza storica visibile e affascinante, nonostante lo stato di forte abbandono in cui versa. L’insediamento si sviluppa su due livelli stradali paralleli: nella parte più alta c’erano le case dei lavoratori e gli uffici, mentre più in basso si trovavano i magazzini e i locali dedicati alla pesatura dello zolfo. Tra i ruderi spicca ancora la cabina elettrica in mattoni a vista e la facciata delle vecchie officine, dove si nota una grande “M” in laterizio che ricorda la gestione della Montecatini.
Il territorio circostante mostra ancora i segni del lavoro sotterraneo, con le collinette formate dai residui delle fusioni e l’ultimo grande “caminone” superstite, una struttura in mattoni alta quattro metri e mezzo che serviva per l’aerazione dei pozzi e delle gallerie.











