Piadina romagnola farcita con prosciutto crudo, squacquerone e rucola
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La Piadina Romagnola è uno dei punti di riferimento della gastronomia romagnola e per questo vogliamo parlarvi nel dettaglio della sua storia

La Piadina Romagnola ha una lunga storia alle spalle e riuscire a ricostruirla in tutte le sue parti non è affatto semplice. In molti ritengono che le sue origini siano da cercare nella farinata di origine etrusca, una sfoglia che si realizzava con acqua, olio e varie farine. Non mancano poi le testimonianze relative all’impiego di vari sostitutivi del pane simili alla piadina anche in periodo dei Romani.

Nel corso del Medioevo, farinate simili a piadine senza lievito erano molto diffuse tra i ceti meno abbienti ed erano realizzate con farine meno qualitativamente elevate. Il primo documento che parla di piada risale al 1371: qui il Cardinale Angelico ha scritto che tra i tributi dovuti dalla città di Modigliana (FC) c’erano due piade.

Per molti secoli la piadina era utilizzata come semplice sostituto del pane. Le cose sono cambiate dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale quando si è iniziata diffondere e ad essere ritenuta un’alimento gustoso che merita di essere apprezzata a pieno e non come semplice sostituto.

Durante gli anni Settanta, ha iniziato la produzione artigianale di piadina e dunque oltre a quella cucinata in casa, ha iniziato a diffondersi sempre di più la piadina in vendita magari nei chioschi che in quel periodo aprivano sulla riviera romagnola.

Nel 2014, la Piadina Romagnola ha ottenuto il marchio IGP.

Se la storia della Piadina Romagnola vi ha incuriosito, vi suggeriamo di prendervi qualche momento ancora per conoscere le 5 curiosità sulla piadina romagnola.