I piccoli produttori e le cultivar tipiche della Romagna, come la Ghiacciola, danno vita a oli extravergine di alta qualità anche se sono poco conosciuti
Quando si parla di olio in Romagna, Brisighella viene subito in mente: è una delle DOP italiane più note. Ma in questa terra di colline e crinali, tra Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, si nasconde un mondo poco conosciuto di frantoi artigianali e varietà autoctone che meritano attenzione. Tra le cultivar romagnole più interessanti spicca la Ghiacciola, presente soprattutto nei dintorni di Brisighella e Castrocaro. Resistente al freddo e al vento, dà un olio intenso, con sentori erbacei e note di carciofo e mandorla.
Ma non è l’unica. In zone meno battute si trovano anche Nostrana di Brisighella, Correggiolo e Rossina, varietà che spesso convivono negli oliveti misti, come si faceva un tempo. Oggi, alcuni produttori stanno riscoprendo queste piante “dimenticate”, valorizzandole con spremiture a freddo e tecniche moderne che ne esaltano l’aroma e l’equilibrio.
Fuori dalle rotte turistiche, tra le colline di Modigliana, Meldola, Tredozio e Mercato Saraceno, esistono frantoi a gestione familiare che producono olio extravergine a tiratura limitata, spesso solo per mercati locali o vendita diretta.
Questi artigiani lavorano con passione: raccolgono a mano, frangono in giornata e usano metodi che rispettano sia la tradizione che l’ambiente. Alcuni hanno scelto il biologico, altri puntano sul recupero di ulivi secolari abbandonati. Il risultato è un prodotto vivo, profondo, molto diverso dall’olio commerciale da scaffale.











