Villa Torlonia San Mauro Pascoli
(©Archivio Comune di San Mauro Pascoli)

Insieme alla casa natale, oggi Museo Casa Pascoli, Villa Torlonia costituisce il Parco Poesia Pascoli

L’area che corrisponde al territorio della villa era già abitata in età romana. Il toponimo Giovedìa rimanda al culto di Giove e indica una località, distinta dalla vicina San Mauro, in posizione strategica tra i fiumi Uso e Rio Salto.

Una pergamena del 1057 descrive la Corte di Giovedìa con un castello, una chiesa, fondi e casali ed è nei secoli successivi che saccheggi e devastazioni portano alla distruzione del fortilizio fino a ridurre Giovedìa allo status di semplice villa cioè villaggio rurale aperto.

Agli inizi del ‘400, Giovedìa viene segnalata come Tomba ad indicare che le fortificazioni difensive sono state ripristinate. Giovedìa torna sotto dominio della Chiesa entrando a far parte della Legazione di Romagna e nelle carte geografiche vaticane è raffigurata come un edificio sormontato da un imponente torrione centrale.

Alla fine del Settecento, Papa Pio VI concede la Torre al nipote Luigi Onesti Braschi. Più tardi, nel 1828, viene acquistata da Alessandro Torlonia, il quale nomina la famiglia Pascoli amministratrice dei suoi beni in Romagna.

Nel ‘900, Villa Torlonia attraversa un lento ed inesorabile processo di frantumazione dei territori che, dopo la seconda guerra mondiale, si consuma in pochissimo tempo. La Villa diviene rifugio per gli sfollati ed azienda avicola e nel 1983 il Comune di San Mauro Pascoli ne assume la proprietà, dirigendo e curando numerosi interventi di restauro.