Cattedrale di Rimini
(italia.it)

Il Tesoro della Cattedrale di Rimini custodisce preziose opere d’arte sacra dal VII al XX secolo, in un suggestivo spazio espositivo accanto al celebre Tempio Malatestiano

Nel cuore di Rimini, accanto al Tempio Malatestiano, capolavoro rinascimentale progettato da Leon Battista Alberti, si trova uno scrigno prezioso di storia e spiritualità: il Tesoro della Cattedrale. Istituito nel 1993 nella raffinata Sala Ottagonale, detta anche Sala San Gaudenzio, questo spazio museale nasce con l’intento di conservare, valorizzare e rendere accessibile al pubblico il patrimonio storico-artistico del Duomo e del territorio diocesano.

Il percorso espositivo del Tesoro della Cattedrale di Rimini è un viaggio attraverso i secoli, tra opere e suppellettili liturgiche che raccontano la profonda devozione della comunità riminese. Le collezioni includono circa settanta pezzi di straordinario valore artistico e religioso: calici, pissidi, reliquiari, ostensori, arredi sacri, paramenti, dipinti e sculture.

Spiccano capolavori come il Reliquiario della Santa Spina del XIV secolo, che testimonia la venerazione delle reliquie nella tradizione cristiana, e il suggestivo Gesù Cristo crocifisso, tempera su tavola sagomata, opera di un anonimo pittore riminese della fine del Trecento. Degno di nota anche il Reliquiario del Corallo del Quattrocento, realizzato con una raffinata lavorazione artigianale.

Tra gli oggetti più significativi vi è il Calice di Clemente XIV, un’opera in argento dell’orafo romano Matteo Piroli del XVIII secolo, che coniuga eleganza e spiritualità. Non meno affascinante il Reliquiario a busto di Santa Colomba, anch’esso del Settecento, attribuito a una bottega romana.

L’arte sacra che attraversa i secoli

Il museo conserva anche oggetti liturgici di epoche più recenti, come i paramenti sacri in broccato di seta ricamati in oro e argento, databili tra il XVIII e il XIX secolo, che esprimono la solennità delle celebrazioni religiose. Tra le opere contemporanee si segnala il Calice con le Tre Virtù teologali, in oro e argento, creato dall’artista Goffredo Gaeta nel 1993, simbolo della continuità tra passato e presente.

La collezione include inoltre rarità come il baculo pastorale in avorio del beato Gregorio Unagno, antichi codici miniati e un suggestivo bassorilievo del XIII secolo, testimonianze della profonda cultura artistica della città.