Museo Bambole Ravenna
(©turismo.ra.it)

Oggetti dal 1850 al 1950, con qualche rarità fuori epoca, come una lettiga giocattolo del ‘700 o, vera chicca, la riproduzione di una bambola micenea del 1100 a.C.

La collezione (attualmente non visitabile) sarà presto ospitata nel Palazzo Guiccioli di Ravenna. E’ costituita da bambole e giocattoli di varie epoche. Si possono ammirare bambole di porcellana, di panno, di celluloide, di cartapesta, ma anche camerette, piccoli negozi e cucine complete di piattini, tegamini e tazzine. Non mancano costruzioni, animaletti di peluche, cavallini e un settore dedicato a bambole eseguite artigianalmente provenienti da varie parti del mondo.

Una sezione del museo, poi, racconta il mondo della scuola attraverso l’esposizione di alcuni libri, quaderni, cannette, pennini e calamai, mentre un altro spazio è occupato dai capi di abbigliamento d’epoca per bimbi e neonati. Il museo non vuole essere soltanto un nostalgico viaggio nel passato, ma un confronto con i modi di vivere e di giocare nelle varie epoche.

Fondato nel 2006, il piccolo museo delle bambole nasce dalla volontà della sua fondatrice, Graziella Gardini Pasini, di condividere la sua collezione privata di bambole e balocchi, raccolti nel corso di decenni. Si possono ammirare bambole di porcellana, di panno, di celluloide, di carta e altri giocattoli, prodotti tra la metà dell’Ottocento e la metà del secolo successivo.

Nell’allestimento le bambole sono state collocate in un apposito ambiente in miniatura. A questo proposito sono presenti camerette, cucine, stanze complete di suppellettili di ogni genere, vere e proprie ‘case delle bambole’.

Nel museo si trovano alcuni pezzi importanti di marche che hanno fatto la storia della bambola, come Jumeau, Armand Marseille, Lenci, Kathe Kruse, Furga, Tartaruga, Minerva e una piccola collezione di Kewpie.