Palazzo Corradini Ravenna
(©Claudio Zaccherini)

L’edificio ospita oggi la sede centrale del Campus di Ravenna dell’Università di Bologna

Questo elegante palazzo seicentesco preserva decorazioni interne e stucchi per lo più risalenti al secolo successivo, eseguiti in occasione di significative modifiche architettoniche.

Il portale, di dimensioni sproporzionate e collocato in posizione asimmetrica sulla facciata rispetto alle finestre, integra un balcone in pietra d’Istria. Decisamente vaste le dimensioni dell’atrio e del cortile interni, così come lo scalone e quasi tutti i vani, uno dei quali conserva lo stemma del cardinale Barberini; altri due presentano invece caminiere decorate con pregevoli stucchi e soffitti cassettonati.

Le circostanze della costruzione del palazzo sono tutt’ora ignote. La famiglia dei primi proprietari (si pensa i conti Ruggini) si estinse nel Settecento. Probabilmente nel 1717 il palazzo era già dei conti Ginanni Corradini, famiglia famosa – specie grazie a Giovanni – per l’importante impegno repubblicano e patriottico, le numerose cariche civiche ricoperte, e la militanza nella Giovane Italia ravennate.

La tradizione vuole che, nella prima metà dell’Ottocento, la banda del celebre bandito romagnolo Stefano Pelloni, detto ‘il Passatore’, la cui fama oscilla tra il sanguinario fuorilegge e il brigante-gentiluomo, fosse segretamente finanziata dai Ginanni Corradini in virtù del discredito che essa gettava sul governo papale.

Nel tardo Ottocento, inoltre, il palazzo fu sede degli incontri del Partito Socialista Rivoluzionario di Romagna fino alla vendita nel 1886 e all’acquisizione pubblica. Nel Novecento il Palazzo è stato destinato a caserma di polizia, sede di servizi pubblici e, fino agli anni Settanta, ad ulteriori funzioni per la cittadinanza.

Oggi ospita la sede centrale del Campus di Ravenna dell’Università di Bologna.