Giardino Sculture Rimini
(©riminiturismo.it)

Si tratta di uno spazio artistico en plein air situato in via Giuseppe Verdi, nel centro storico

PART Palazzi dell’Arte Rimini si dota di una nuova sezione esterna, con un progetto inedito di musealizzazione all’aperto e un nuovo corpus di opere di arte contemporanea collegate alla Collezione San Patrignano.

Concepito come un’estensione del percorso espositivo del PART, inaugurato a settembre 2020, il Giardino delle Sculture, accessibile gratuitamente, trasforma l’area pubblica storicamente appartenuta al forno comunale in un connubio tra arte contemporanea e natura. Il progetto museografico vuole valorizzare la memoria storica richiamando con pareti verdi arbustive l’antica planimetria del forno della città di Rimini, esistente fino al 1898 e del quale rimangono alcuni elementi a vista.

All’interno del perimetro vegetale, che interpreta una versione attuale del tipico giardino all’italiana ed evoca l’idea di rovina nell’intrecciarsi di componente muraria e naturale, il visitatore scopre una selezione di sette sculture d’arte contemporanea allestite in “stanze espositive” all’aperto.

Sette le sculture che abitano il Giardino: si tratta di opere oggetto di donazioni alla Collezione San Patrignano, in comodato d’uso da parte di gallerie e prestiti di artisti internazionali, oltre che installazioni site-specific, come nel caso dell’opera di Paul Kneale che, svettando a più di tre metri d’altezza tra la vegetazione, pare quasi una particolare specie arborea.

L’opera di Alberto Garutti, donata dallo stesso artista alla Collezione San Patrignano, è letteralmente ciò che il titolo descrive: una panchina in cemento e ferro zincato con un cane seduto a un lato.

Da un blocco di marmo bianco di Carrara spuntano le radici e i rami di alberi che sembrano vivere incastonati nel tempo, è ‘Anatomia’ (2011) di Giuseppe Penone, opera prestata dall’artista e data in comodato d’uso dalla galleria Gagosian.

Dono di Daniele Pescali e Anna Cappanera Pescali nel ricordo di Daniele Pescali Senior e Gianni Pescali, Lancia di Luce I (1985) realizzata in bronzo da Arnaldo Pomodoro punta verso l’infinito e rimanda a un viaggio cosmico, come anche la scultura, sempre in bronzo, dell’artista tedesca Kiki Smith, Stella I (2013), promossa dalla galleria Lorcan O’Neill.

L’artista polacco Piotr Uklanski, rappresentato da Massimo De Carlo, partecipa con un’installazione su grande scala in tubi d’acciaio e vernice, Untitled (The Thing) (2007), che disegna il profilo di una mano aperta che pare afferrare il paesaggio circostante.

Il lavoro in prestito del cinese Chen Zhen è allestito a ricomporre un “giardino nel giardino”, metafora di una bellezza perduta, installando cinque lastre di bronzo e metallo i cui rilievi rappresentano la storia del parco dell’Imperatore Qianlong costruito a metà ‘700; l’opera è intitolata Jardin mémorable (2000) ed è data in comodato d’uso dalla Galleria Continua.