dipanatoio
Chi soffre anche l'aria del dipanatoio è qualcuno a cui dà fastidio tutto (Shutterstock.com)

Scopriamo uno dei modi di dire romagnoli

Come quasi tutti i modi di dire – forse senza quasi –, anche questo viene dall’esperienza popolare. Viene dall’osservazione che le persone facevano degli oggetti quotidiani che li circondavano e che poi diventavano metafore per tutt’altro. Spesso, metafore per aspetti della vita che per essere descritti in altri modi avrebbero richiesto pagine e pagine.

Il modo in cui nascono i proverbi e i modi di dire è affascinante.

Questo detto non fa differenza. Letteralmente, “ui da’ dan l’eria de dvanadùr” si potrebbe tradurre come “gli da danno l’aria del dipanatoio”.

In questo caso, “dare danno” è un modo tutto romagnolo per intendere il fastidio, mentre il dipanatoio – come suggerisce il nome – era lo strumento che si usava per dipanare le matasse di lana.

Ma cosa significa?

Per capirlo, bisogna sapere come funzionava un dipanatoio. Di base, mentre girava, produceva un’arietta leggera, poco meno di una girandola, ma comunque devastante per chi era cagionevole e gli stava vicino. Insomma, chi era fragile e magari sudato poteva andare incontro a un bel raffreddore, perché “l’eria de dvanadùr” gli dava danno.

Traslando il significato, questo modo di dire si usa per riferirsi alle persone noiose.

Se a una persona dà fastidio anche l’arietta innocua del dipanatoio, allora gli daranno sicuramente fastidio anche tutte le altre cose peggiori, come un forte rumore o qualsiasi altra piccola noia.