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Quali sono i confini del dialetto romagnolo? (Shutterstock.com)

Dove si parla il dialetto romagnolo?

Innanzitutto, per capire dove si parla il dialetto romagnolo, bisognerebbe capire dove comincia e finisce la Romagna. I confini della regione, infatti, sono sempre stati incerti. Da un lato, ci sono quelli amministrativi, ma dall’altro lato ci sono quelli culturali.

Per comodità, il confine occidentale del dialetto romagnolo coincide con il torrente Sillaro. A Ovest del fiume si parla bolognese, a est romagnolo. A Nord, è il fiume Reno che divide il dialetto romagnolo da quello ferrarese, mentre a Sud si parla fino a Rimini.

Questi confini, però, sono geografici. Linguisticamente è diverso, perché anche in alcune zone del ferrarese si parla romagnolo, così come a San Marino, con una variante locale. Pure le zone del pesarese parlano una variante tutta loro del romagnolo.

Con variante si intende un’altra lingua con affinità linguistiche alla prima. Per esempio, il dialetto della regione di Pesaro-Urbino ha in comune con il romagnolo l’origine gallica e bizantina, ma ovviamente non è lo stesso idioma.

Esiste anche la Romagna-Toscana, amministrativamente un’altra regione ma linguisticamente no. Per esempio, a Marradi si parla romagnolo con inflessione toscana, e vocaboli di quella lingua. A Santa Sofia Marecchia, ancora, si parla il dialetto di Pennabilli, anche se siamo in un’latra Regione.

Senza contare che gli stessi dialetti sono diversi da zona a zona: a Cesena non si parla lo stesso dialetto di Rimini, o di Forlì. Insomma, il romagnolo è una lingua bellissima, tutta da scoprire.