Sabato 13 giugno il Museo della Marineria ospita la Tornata numero 312 del Tribunato di Romagna, un focus completo sulla tutela della cultura marittima adriatica
Un appuntamento di assoluto rilievo per la valorizzazione delle radici e dell’identità della nostra terra. Nella mattinata di sabato 13 giugno 2026, a partire dalle ore 10:00, la suggestiva cornice del Museo della Marineria di Cesenatico ospiterà la Tornata numero 312 del Tribunato di Romagna. L’evento, intitolato significativamente “La vela al terzo: tesoro della cultura marinara della Romagna”, nasce per accendere i riflettori su due storici traguardi legati al nostro territorio: la proclamazione di Ravenna come prima “Capitale italiana del Mare” e il percorso di candidatura della “vela al terzo” a patrimonio immateriale dell’umanità Unesco.
Questo prestigioso percorso internazionale è portato avanti da una solida rete transnazionale che vede come capofila proprio il Museo della Marineria di Cesenatico, affiancato in prima linea dall’Istituto per la Cultura Istriana di Rovigno (Croazia) e dall’Associazione delle Vele al Terzo di Venezia. Il progetto, che si avvale di un partenariato molto ampio, coinvolge complessivamente ben sei nazioni: Italia, Croazia, Francia, Grecia, Spagna e Svizzera. L’obiettivo primario è quello di salvaguardare la memoria viva della marineria tradizionale dell’alto Adriatico, tutelando e trasmettendo sia i saperi artigianali legati alla tecnica di navigazione, sia le complesse pratiche di restauro e manutenzione delle storiche imbarcazioni in legno da lavoro e da pesca, che oggi rischiano l’estinzione.
Il programma della mattinata si aprirà ufficialmente con i saluti istituzionali del Sindaco di Cesenatico, Matteo Gozzoli, seguiti dall’introduzione ai lavori curata dal Primo Tribuno, Giordano Zinzani. Successivamente, la parola passerà a Eugenio Fusignani, vicesindaco di Ravenna e anch’egli Tribuno di Romagna, che approfondirà il significato, i progetti futuri e il grande valore strategico del titolo di Capitale del Mare conferito alla città bizantina.
Il cuore scientifico e culturale dell’incontro sarà affidato alla relazione di Stefano Medas, stimato archeologo navale e docente a contratto presso l’Università di Bologna. L’esperto condurrà il pubblico in un affascinante viaggio alla scoperta dell’universo simbolico della marineria romagnola, svelando i significati geometrici, i colori araldici che identificavano in mare le diverse famiglie di pescatori e la funzione magico-protettiva dei celebri “occhi” dipinti sulle prue degli scafi.
Come evidenziato dai vertici del Tribunato di Romagna, valorizzare le vele al terzo significa proteggere a fondo la civiltà dell’Adriatico, un mare che unisce popoli, sponde e culture differenti. Questa iniziativa rientra nel più ampio e costante impegno dell’associazione a tutela dell’identità romagnola. La salvaguardia della tradizione marinara cammina infatti di pari passo con la difesa e la promozione del liscio, del dialetto e dell’enogastronomia locale: tutti elementi visti non come semplici ricordi nostalgici del passato, ma come veri e propri investimenti culturali ed economici indispensabili per il futuro del territorio.











