La torta di mandorle attira subito l’attenzione per via del rosso intenso dovuto all’uso dell’alchermes
La ricetta è suggerita nel libro I dolci della tradizione Romagnola edito da Edit Romagna ora Edit Italia nel 2007.
«Si preparava una ‘pappina’ con pane e latte e quando si raffreddava s’aggiungevano 3 etti di zucchero con 4 rossi d’uova e mandorle tritate con buccia di limone grattugiata.
S’impastava e aggiungeva una bustina di vanillina e il liquore dolce, alkermes, sassolino, ecc. (alkermes nella torta illustrata).
Da ultime le chiare montate a neve. Quando l’impasto era ben lavorato si poneva nello stampo debitamente imburrato e cosparso di pane grattugiato e zucchero.
S’infornava a 200 gradi per poi abbassare la temperatura a 150 gradi. Cuoceva circa due ore, fino a va quando, cioè, la superficie non aveva acquisito il tipico colore dorato.
In luogo dell’alkermes è ben riposta l’acquavite di vino.» (I dolci della tradizione romagnola, Edit Romagna, 2007, pp. 32-33)
Molto buona è anche la torta di ricotta.











