Le seppie stufate alla romagnola sono un piatto di pesce tipico della cucina casalinga della Romagna, ricco di sapori mediterranei e perfetto per chi ama le ricette semplici ma gustose
La cucina romagnola custodisce numerose ricette a base di pesce, tramandate di generazione in generazione. Una di queste è quella delle seppie stufate, un piatto che unisce la morbidezza del pesce alla croccantezza dei tentacoli fritti, offrendo un’esperienza di gusto completa e sorprendente.
La preparazione comincia con la pulizia accurata delle seppie: si rimuove la pellicola esterna, l’osso interno e il sacchetto dell’inchiostro. Dopo un lavaggio sotto acqua corrente, si separano i tentacoli, che verranno tagliati a metà, infarinati e fritti in olio d’oliva. Questa parte della ricetta, simile ai calamaretti fritti, regala una nota croccante irresistibile, ideale da gustare anche come antipasto.
Nel frattempo, si prepara un composto aromatico a base di aglio e prezzemolo tritati, conditi con olio d’oliva, sale, pepe e pane grattugiato. Questo ripieno profumato viene inserito nelle seppie, che vengono poi chiuse con stecchini per evitare che il ripieno fuoriesca durante la cottura.
Le seppie ripiene vengono adagiate in una teglia unta con olio d’oliva e fatte rosolare accuratamente, avendo cura di non romperle girandole delicatamente. Successivamente, si aggiunge un filo d’olio extra e si sfuma con vino bianco secco. Il tutto si lascia cuocere a fuoco medio, coperto, fino a quando la carne delle seppie diventa tenera al tocco dello stecchino.
Infine, una spolverata di prezzemolo fresco tritato dona colore e freschezza al piatto, che può essere servito caldo, magari accompagnato da pane rustico per raccogliere il gustoso fondo di cottura.
Questa ricetta è tratta dall’edizione del 2016 de Il pesce nelle ricette romagnole, libro edito da Edit Romagna (oggi Edit Italia), che raccoglie piatti tipici e genuini della tradizione costiera della Romagna, mantenendone vivi i sapori e la semplicità.











