Schel' o gamberi di valle
Schel' o gamberi di valle (foto tratta dal libro La cucina di Valle. Funghi, pesci e selvaggina nel Delta romagnolo)

I schel, piccoli gamberi di valle tipici del Delta romagnolo, raccontano una cucina semplice e genuina oggi quasi dimenticata

All’interno dell’edizione 2009 de “La cucina di Valle. Funghi, pesce e selvaggina nel Delta romagnolo” (Edit Romagna, oggi Edit Italia), affiora un sapore d’altri tempi: quello degli schel, i gamberi di valle. In passato, sulle stradine delle borgate romagnole, il venditore ambulante li annunciava a gran voce, pedalando con la sua cassetta acquosa colma di crostacei saltellanti: «Dòn, ajo i schel!».

Non erano un cibo pregiato, ma bastava una scodella di questi piccoli gamberi per rallegrare la tavola e il cuore. Le massaie li compravano per pochi soldi, giusto per far contento il marito con un piatto saporito e rustico.

Il modo più classico per gustarli era friggerli nello strutto di maiale: rossi, croccanti e irresistibili. Si mangiavano interi, con il guscio pungente, accompagnati da un buon bicchiere di vino, necessario per addolcire quel pizzicore sulle labbra. Un altro piatto amato erano le frittelle di schel, preparate tritando i gamberi e unendoli ad aglio, prezzemolo e uova fresche, poi fritti fino a doratura.