L’alkermes è un liquore rosso brillante, aromatico e speziato, che per secoli ha arricchito dolci e momenti conviviali nelle case italiane
L’alkermes, noto per il suo colore rosso intenso e il profumo speziato, è stato a lungo il liquore da dolci per eccellenza nelle cucine italiane. La sua presenza era comune tanto nei palazzi nobiliari quanto nei salotti borghesi, dove veniva sorseggiato come un elisir dai presunti effetti benefici. Lo racconta anche l’edizione del 2007 de “I dolci della tradizione Romagnola edito da Edit Romagna”, edito da Edit Romagna (oggi Edit Italia), che ne recupera la ricetta storica tramandata da Angelo Babini.
Il colore caratteristico dell’alkermes si otteneva — e in rari casi si ottiene ancora — dalla cocciniglia morellana, un insetto da cui si ricava un pigmento rosso vivo. La ricetta tradizionale prevede un infuso a base di spirito di vino, cannella regina, noci moscate, coriandolo, chiodi di garofano, cocciniglia e zucchero, completato con acqua di rosa o di arancio. Il composto veniva lasciato riposare e poi filtrato, creando un liquore corposo, aromatico e perfetto per bagnare dolci come la zuppa inglese.
Oggi l’alkermes sopravvive in alcune preparazioni regionali, ma è raro trovarlo prodotto secondo la ricetta originale. Il suo fascino, però, resta intatto: rappresenta un pezzo di storia gastronomica italiana, legata a sapori antichi e rituali dimenticati. Portarlo in tavola significa riscoprire una tradizione secolare, fatta di aromi intensi e di un sapere artigianale che merita di essere preservato.











