Pasta fresca e mattarello

La pasta al mattarello è da sempre preparata in tutta la Romagna. Michele Marziani e Piero Meldini parlano in particolare dell’importanza della pasta fatta a mano nel riminese

Nel cuore della cucina riminese, un elemento unisce tutte le tradizioni gastronomiche: la pasta fatta in casa al mattarello. Come raccontano Michele Marziani e Piero Meldini nel loro libro La cucina riminese: Tra terra e mare (Panozzo Editore, 2014), la preparazione della pasta casalinga è stata per secoli un segno distintivo, presente in ogni casa, ricca o povera che fosse. Il metodo tradizionale prevedeva l’uso del matterello per stendere la sfoglia, che poteva essere ricca, con uova, o più povera, fatta solo con farina e acqua.

Un piatto simbolo della cucina povera del Riminese sono gli strozzapreti, un tipo di pasta che, come spiega il libro, si prepara con farina e acqua, e che può essere arricchita con un po’ di albume per un risultato più elastico. Oggi, pur mantenendo la sua identità, gli strozzapreti sono un piatto prelibato, spesso condito con ragù di salsiccia o, in versione di mare, con sugo di cannolicchi o canocchie.

Le tagliatelle, regine incontrastate della cucina riminese, meritano una menzione speciale. Con la loro sfoglia sottile, sono il risultato di un’arte che sta lentamente scomparendo. Secondo i due autori, sono proprio le mani esperte delle “sfoglina” a fare la differenza: l’impasto deve essere lavorato con forza ed energia, e la sfoglia, una volta stesa, deve asciugare prima di essere tagliata in strisce perfette.

Questa tradizione, che affonda le radici nel passato contadino, sta vivendo un lento declino, ma grazie alla passione e all’abilità di pochi custodi, la pasta fatta in casa continua a essere il simbolo di una cultura gastronomica che affonda le sue radici tra terra e mare, come descritto nel libro di Marziani e Meldini.