Mosaico della Cappella Arcivescovile
Mosaico della volta della Cappella Arcivescovile di Ravenna (Shutterstock)

Molti sono i volatili rappresentati nei mosaici ravennati, sia a scopo simbolico che puramente decorativo

Cosa hanno in comune faraone, storni, pavoni, fagiani, aironi, colombi e colombe e germani reali con Ravenna? Oltre ad essere uccelli facilmente visibili in zona, sono anche rappresentazioni decorative molto diffuse nei mosaici ravennati.

Il Mausoleo di Galla Placidia ospita sicuramente i mosaici di uccelli più famosi: due colombe bianche che si abbeverano a una fonte d’acqua. La colomba è simbolo dello spirito santo, l’acqua la verità della parola di Cristo. La lettura di questo mosaico è l’anima del cristiano assetato della grazia divina.

Anche la Basilica di San Vitale presenta uccelli musivi: due pavoni e due colombe. Secondo gli studiosi, la lettura del mosaico deve essere consequenziale: a destra il pavone, simbolo dell’essere rinnovato alla vita eterna grazie al battesimo, guarda il colombo senza penne (cioè non rinnovato) che cerca di avvicinarsi a Gesù. Il pavone lo scaccia. A sinistra il pavone insegue il colombo supplichevole in cerca di rinnovo.

La Basilica di Sant’Apollinare in Classe mostra un’importante scena musiva nell’abside. Qui lo stesso Apollinare è circondato da molti animali e numerosi uccelli, che alludono alla sacralità del bosco e pineta circostanti.

La Cappella Arcivescovile (o di Sant’Andrea in quanto ospita le reliquie del santo) mostra una volta dorata decorata con mosaici rappresentanti principalmente faraone e storni, ma anche aironi, fagiani e pavoni. Sono tutti animali simbolo della gioia del creato.

Gli studiosi hanno constatato che alcuni uccelli sono rappresentati con tratti più chiari e altri con tratti più scuri. I primi dovrebbero essere destinati agli animali conosciuti dagli artisti e presenti nella zona, i secondi invece erano meno noti e sarebbero giunti ai mosaicisti tramite cartoni e poi copiati.