"Ritratto di Lyda Borelli in costume di Salomè", Antonio Argnani, 1916, pastello su cartone, conservato alla Pinacoteca Comunale di Faenza (Portale PatER)

“Pittore faentino delle grazie femminili nella Parigi della Belle Époque”.

Così si intitolava la mostra tenuta dal 21 marzo al 28 giugno 2015 alla Pinacoteca Comunale di Faenza, città natale dell’artista.

E come sintetizzare meglio, in una sola, seducente, immagine tutto lo spirito della Belle Époque, se non con il ritratto di una delle dive del cinema muto del periodo?

L’opera riportata in copertina, infatti, ritrae Lyda Borelli, nelle vesti di Salomè, per interpretare l’omonimo dramma di Oscar Wilde. Come si legge sul Portale PatER, “l’opera è […] legata al soggiorno a Parigi […] e al ritratto mondano, sulle orme di Giovanni Boldini. La figura di femme fatale appartiene in tutto al gusto della Belle Époque e alla cultura estetizzante e decadente di matrice dannunziana.”

Nel 1905 infatti Argnani si era trasferito a Parigi, uno dei due fulcri, insieme a Londra, della ritrattistica e della cultura dell’estetismo. Questo segnò l’ascesa verso l’apice della carriera artistica dell’Argnani.

Egli infatti lavorò alacremente nella capitale francese, “dove in poco più di un anno riuscì a farsi commissionare vari ritratti di personaggi del gran mondo cosmopolita ed entrò trionfalmente nella élite dei ritrattisti alla moda” (la citazione è tratta dal sito della Pinacoteca Comunale di Faenza).

Successivamente alla Prima Guerra Mondiale, egli lavorò anche a New York.

Verso il 1930, con l’avvicinarsi della conclusione della sua carriera, egli decise di rimanere a vivere in Francia, ad Antibes, dove si spense nel 1947.