"La presa di Maiorca", Annibale Gatti, fine XIX secolo, olio su tela, conservato presso la Pinacoteca Comunale di Faenza (Portale PatER)

Il Gatti è stato un pittore forlivese che ha operato prevalentemente in Toscana.

Nato nel 1827 a Forlì, visse fin da giovane in Toscana, poiché il padre, che era “decoratore e freschista, intorno agli anni Trenta si trasferì a Firenze con la famiglia nella speranza di ricevere nuove commesse”.

Come ricorda l’artista stesso nella sua autobiografia, egli studiò dapprima “presso un certo Lega, […] riportando però solo biasimi e delusioni. Affiancò alla difficoltà dello studio la pratica presso l’operosa bottega del padre”.

Per Gatti, le difficoltà continuarono anche dopo essersi iscritto, nel 1843, all’Accademia di Belle Arti di Firenze e fu solamente a partire dalla metà del secolo che l’artista ebbe le prime soddisfazioni.

Da quel momento, la committenza fu varia: ritratti, dipinti a carattere religioso, quadri che rappresentassero la vita di maestri antichi e anche episodi storici, in particolare dell’area anglo-americana.

Gatti morì nella città del giglio nel 1909, dopo esser stato, finalmente, “artista di punta in ambito fiorentino”.