Il mensile di storia e tradizioni della nostra terra torna con un’edizione ricchissima, per raccontare la nostra terra attraverso storie, personaggi, arte, dialetto e sapori
In copertina, l’eleganza delle forme firmate Arturo Luciano Galassi, protagonista dell’articolo “La città e il segno dell’architetto Galassi”: un viaggio tra i progetti che hanno ridisegnato Ravenna nel segno dell’armonia e della modernità.
Dalle architetture si passa alla spiritualità e alla memoria con “Le reliquie di San Severo”, che ricostruisce la storia del dono delle reliquie del santo ravennate alla città tedesca di Boppard, in un affascinante racconto di fede e diplomazia tra gli anni Cinquanta e oggi.
La sezione di storia locale si arricchisce con ricerche avvincenti:
- “Le origini di Massa Lombarda”, un viaggio alle radici bizantine del borgo, tra fortificazioni e presidi dell’Esarcato;
- “Il Passo del Gatto e il Santerno”, che svela la vera origine del toponimo Passogatto, tra leggende popolari e idraulica settecentesca;
- “Carlo Carlini e il mondo delle api”, la vita straordinaria del maestro-sciamano di Santarcangelo che trasformò la passione per gli insetti in scienza e poesia;
- “Gresini nella storia del motociclismo”, l’omaggio a Fausto Gresini, il pilota e manager imolese che portò la Romagna ai vertici mondiali delle due ruote.
Non manca il tocco letterario con “La Rimini di Pier Vittorio Tondelli”, un ritratto della città nella narrativa dello scrittore emiliano, e un salto nella leggenda con “Caterina Sforza e i suoi fantasmi”, dove la “Tigre di Forlì” rivive tra mito e storia.
Le pagine dedicate alla lingua e alle tradizioni ci regalano due perle: “I numeri e il dialetto romagnolo”, curiosa esplorazione dei modi di dire nati dalle cifre, e “I ravennati e il latinorum”, dove la devozione popolare si intreccia con l’ironia della lingua.
Per gli amanti dell’arte, un focus su Luigi Zannoni e la sua “arte della discrezione”, pittura sospesa tra silenzio e profondità emotiva. E in cucina, il gusto dell’autunno con la ricetta dei cappelletti al ragù di faraona e finferli, sapori di casa e di festa.
Un numero da leggere d’un fiato: tra storia, arte, leggende e sapori, la Romagna non smette mai di stupire.











