La copertina de Il Romagnolo n. 279

Il mensile di storia e tradizioni della Romagna torna con un ricco viaggio nel passato

È in edicola la nuova edizione de Il Romagnolo, il mensile dedicato alla storia e alle tradizioni della provincia romagnola, che in questo numero accompagna i lettori in un percorso affascinante tra culture, memorie e radici del territorio.

Ad aprire il volume, un ampio approfondimento dedicato ai Gamba e ai loro eredi in villeggiatura a Filetto, tra vicende familiari, traduzioni letterarie, romanzi, preziosi album fotografici e ricordi che attraversano generazioni.

Si prosegue con un viaggio nel cuore della città attraverso Il Romagnolo tra le due guerre mondiali, un ritratto delle figure che hanno segnato la storia del periodico e del giornalismo ravennate fra il 1914 e il 1944.

La sezione dedicata alla cultura porta alla luce la figura di Cornelia Rossi Martinetti, musa dei grandi, attraverso la riscoperta del suo romanzo Amélie ou le manuscrit de Thérèse de L., pubblicato nel 1823 e oggi tradotto per la prima volta in italiano.

Ravenna torna protagonista con La strada dei mosaicisti, una narrazione ricchissima che attraversa opere monumentali, scorci storici, progetti contemporanei, vicoli della creatività e storie di artisti che hanno fatto la storia del mosaico.

Sempre a Ravenna, un itinerario affascinante porta Sulle tracce dell’unicorno, alla scoperta di una creatura affascinante e delle sue rappresentazioni nei secoli, dai mosaici medievali alle sculture contemporanee.

Lo spazio dedicato alla tradizione si apre con La tradizione di Santa Bibiana, mentre nella sezione storia trovano posto Zolfo, miniere e Santa Barbara, L’albero sacro della Romagna, Byron e la giovane Haidée, L’Accademia Sinodica di Cesena, oltre agli approfondimenti su Cesena, Rimini e Lugo, tra cui I frati Cappuccini di Lugo e Il legame tra Spina e Lugo.

Completano il numero Porta Schiavonia: la soglia di Forlì, Ovidio e il manoscritto della Gambalunga e le pagine dedicate all’arte, con un focus su Giovanni Battista Gatti, maestro dell’intarsio.

In chiusura, la rubrica di cucina propone la ricetta della Crema di zucca violina con chips di guanciale e rapa rossa.

Un numero denso, ricco di storie, figure, luoghi e memorie che restituiscono tutta la vitalità culturale della Romagna.