Tra le imprese storiche di Gianni Gambi, le avanguardie futuriste e i tesori d’arte nascosti, vi presentiamo il nuovo numero di giugno 2026
È in edicola la nuova edizione de Il Romagnolo, il mensile di storia e tradizioni della nostra terra, nel numero 285 di giugno 2026, torna ad accompagnare i suoi lettori in un affascinante viaggio nel tempo attraverso le vicende e la cultura del territorio.
L’apertura di questo volume è dedicata alla straordinaria vicenda dello sportivo ravennate Gianni Gambi, un vero campione tra nuoto e ippica che negli Stati Uniti veniva definito con ammirazione “The Italian Express” o “The Italian Torpedo” per le sue imprese nelle lunghe distanze. Accanto alle grandi figure dello sport, la rivista tratteggia il profilo storico di Domenico Farini, ripercorrendo il suo legame e i suoi spostamenti da Russi al Piemonte. Per la pagina dedicata alla grande musica e alla cultura di Ravenna, spiccano i ricordi legati a Francesco Balilla Pratella, celebre compositore lughese ed esponente di primo piano del cenacolo futurista romagnolo, del quale vengono rievocate la vita, le opere e le preziose memorie custodite nella sua casa.
Le tradizioni più autentiche emergono nell’ampio approfondimento dedicato alla religiosità nel mondo contadino, un’analisi sospesa tra sacro e profano che svela il complesso rapporto dei lavoratori della terra con i santi, i frati questuanti, le formule di guarigione e i piccoli riti domestici di protezione e scongiuro. Spostandosi sul versante economico e sociale del passato, viene esaminata la crisi del tabacco nel biennio rosso tra il 1919 e il 1920, un periodo segnato da forti scioperi e carenze che misero a dura prova i reduci e i consumatori dell’epoca. Spazio anche alle eccellenze artigianali con la storia di Luigi Mozzani e l’arte della chitarra in famiglia, una narrazione che si intreccia con il percorso della liuteria faentina e con le iniziative contemporanee volte a valorizzare i giovani liutai e i grandi interpreti musicali del territorio.
La carrellata prosegue per la provincia di Forlì-Cesena con la riscoperta dell’Oratorio della Madonna della Crocetta, un piccolo edificio di periferia dalle linee semplici all’esterno ma ricco di decorazioni policrome e antichi affreschi tardo barocchi e rinascimentali. Sempre nella stessa area, l’attenzione si sposta a Cesenatico e sul dialetto dei pescatori attraverso la simpatica espressione marinaresca “Ci propri un bagìg!”, usata tra amici per sottolineare con ironia l’ingenuità di una persona richiamando la figura della piccola acciuga. Per il territorio di Rimini, la rivista propone una ricostruzione storica della Chiesa di San Francesco a Santarcangelo, un pregevole edificio gotico oggi purtroppo non più esistente perché demolito nell’Ottocento, svelandone la rilevanza passata e il destino delle opere d’arte che un tempo vi erano custodite.
Il mondo della letteratura e della poesia rivive grazie a un delicato contributo su Giovanni Pascoli e il volo dell’aquilone, un’analisi della celebre poesia che si fa canto dell’infanzia spezzata e riflessione profonda sui nuclei più radicali della poetica pascoliana. Ad arricchire le rubriche culturali compare poi il racconto in verses de Il corsaro e Gulnare, accompagnato dalle illustrazioni d’epoca, e l’affascinante rievocazione legata all’Accademia Ventastica nel Lughese, un ambizioso progetto ottocentesco di modernizzazione culturale rimasto però solo sulla carta e mai realmente attivato, che intendeva unire in una rete condivisa i comuni di Bagnacavallo, Cotignola, Fusignano, Lugo e Massa Lombarda.
La sezione dedicata all’arte celebra la pittura di Fortunato Pirazzini, maestro bagnacavallese dell’arte figurativa che, dopo i primi lavori d’intarsio e ceramica in Romagna, scelse la via della Francia, distinguendosi nella Resistenza parigina e ottenendo importanti committenze d’oltralpe senza mai recidere il legame visivo e paesaggistico con la sua terra d’origine. Infine, immancabile appuntamento con i sapori del territorio nella rubrica di cucina, che in questo numero propone la saporita ricetta tradizionale dei tortelli patate e pancetta.











