Un viaggio nella storia della nostra terra

È in edicola il nuovo numero de Il Romagnolo, il mensile di storia, cultura e tradizione della Romagna.

Il viaggio tra le pagine di questa uscita si apre con un’approfondita ricostruzione delle vicissitudini del “Monumento al Marinaio” di Ravenna, opera dello scultore Giannantonio Bucci inaugurata nel 1960 presso il canale Candiano, ripercorsa a partire dai primi ricordi del 1919 e dalle celebrazioni della Giornata del Mare, fino al recente restauro curato dalla Fondazione RavennAntica e alla sua ricollocazione a Porto Corsini. Rimanendo nell’area ravennate, la narrazione si sposta alle vicende della Seconda guerra mondiale per far luce sul “Ravenna Landing Ground”, la pista aerea provvisoria allestita dalle truppe alleate a Punta Marina con le celebri lamiere d’acciaio perforate denominate “grelle”, un luogo strategico da cui decollarono i caccia Spitfire e dove atterrò persino un biplano di piloti ungheresi in fuga.

La storia incontra poi l’arte e la letteratura grazie all’acquisizione da parte dei Musei Byron e del Risorgimento del ritratto del Marchese di Boissy, eseguito nel 1865 da Giuseppe Fagnani; la figura del nobile francese, secondo marito di Teresa Gamba, permette di ripercorrere l’ultima stagione della vita della contessa ravennate e la creazione del parco romantico di Calenzano. Il racconto del territorio ravennate prosegue poi attraverso una celebre lettera del 1862 scritta da Gasparo Martinetti Cardoni, che offre un’accurata disamina socio-economica e ambientale della storica Pineta di Ravenna nell’Ottocento, tra la raccolta dei pinoli, i ricordi letterari legati a Dante, Boccaccio e Byron, fino ad arrivare alle successive leggi di tutela promosse da Luigi Rava.

Spostandosi lungo la costa fino a Cervia, le pagine del mensile rievocano lo storico Sposalizio del Mare dell’11 maggio 1986, quando Papa Giovanni Paolo II partecipò alla celebre cerimonia benedicendo le acque adriatiche e lanciando l’anello ripescato dal bagnino Alberto Lunardini, in una giornata memorabile che segnò un momento di incontro tra la Chiesa e la Romagna. A Faenza si affronta invece la tragica e affascinante vicenda Quattrocentesca di Cassandra Pavoni, amata da Galeotto Manfredi e nota come “La Pavona”, ripercorrendo la sua monacazione forzata e le leggende legate al suo fantasma, di recente indagate persino da un gruppo di ricerca sul paranormale all’interno del Museo Internazionale delle Ceramiche.

Il percorso nelle tradizioni popolari continua poi sulle note della celebre “canta” A gramadora, con la musica di Cesare Martuzzi e il testo di Aldo Spallicci, un canto di corteggiamento dedicato alle giovani lavoratrici della canapa ripreso di recente anche dal baritono Raffaello Bellavista. Entrando nella provincia di Forlì-Cesena, il lettore viene accompagnato alla scoperta di Palazzo Fantini a Tredozio, nobile dimora settecentesca in stile barrocchetto toscano arricchita da un incantevole giardino all’italiana, e delle memorie del Mulino di Ca’ di Pasquino nella sperduta valle di Pietrapazza, antico impianto di comunità rimasto attivo fino agli anni Sessanta del Novecento.

Infine, il percorso si conclude nel territorio riminese e nel Montefeltro: a Verucchio si esplora l’impervia «strada del soccorso», passaggio segreto protagonista dell’inganno teso da Federico da Montefeltro a Sigismondo Pandolfo Malatesta nel 1462 e in seguito studiato da Leonardo da Vinci nel Codice L, mentre a Macerata Feltria l’attenzione si concentra sulla storia romano-gotica della Chiesa e del Convento di San Francesco. Completa il ricco numero una panoramica sulle rubriche dedicate all’arte, con la pittura di Nevio Bedeschi, e alla cucina, con la ricetta del tortino freddo di zucchine e squacquerone.